Il titolo preciso non lo ricordo, trattava della disinformazione ed era un’opera complessiva in tre volumi.
Ricordo che in uno di questi, nell’introduzione descrisse “Le 10 regole del controllo sociale di Noam Chomsky”
Fotografai le pagine ma, con lo smartphone, vennero fuori degli obbrobri.
Ora le ho trovate chiaramente sul web. ‘Na fortuna!
Il grande intellettuale statunitense ha elaborato una lista delle 10 regole del controllo sociale, ovvero, strategie utilizzate per la manipolazione del pubblico attraverso i mass media.
1) La strategia della distrazione.
L’elemento primordiale del controllo sociale è la strategia della distrazione, che consiste nel deviare l’attenzione del pubblico da problemi importanti e dai cambiamenti decisi dalle élites politiche ed economiche, attraverso la tecnica del diluvio o inondazione di continue distrazioni e informazioni insignificanti.
La strategia della distrazione è anche indispensabile per impedire al pubblico di interessarsi alle conoscenze essenziali nell’area della scienza, l’economia, la psicologia, la neurobiologia e la cibernetica.
Mantenere l’attenzione del pubblico deviata dai veri problemi sociali imprigionata da temi senza vera importanza.
Mantenere il pubblico occupato, occupato, occupato, senza nessun tempo per pensare di ritorno alla fattoria come gli altri animali.
2) Creare problemi e poi offrire le soluzioni.
Questo metodo è anche chiamato: Problema > Reazione > Soluzione.
Si crea un problema, una situazione prevista per causare una certa reazione da parte del pubblico, con lo scopo che sia questo il mandante delle misure che si desiderano far accettare.
Ad esempio: lasciare che si dilaghi o si intensifichi una violenza urbana, organizzare attentati sanguinosi, con lo scopo che il pubblico sia che richieda le leggi di sicurezza e le politiche a discapito della libertà.
3) La strategia della gradualità.
Per far accettare una misura inaccettabile basta applicarla gradualmente, al contagocce, per anni consecutivi.
E’ in questo modo che condizioni socio-economiche radicalmente nuove, neo-liberalismo, furono imposte durante il decennio degli anni ’80 e ’90.
4) La strategia del differire.
Un altro modo per far accettare una decisione impopolare è quella di presentarla come dolorosa e necessaria, ottenendo l’applicazione pubblica nel momento, per un’applicazione futura.
E’ più facile accettare un sacrificio futuro che un sacrificio immediato: primo, perchè lo sforzo non è quello impiegato immediatamente, secondo, perchè il pubblico, la massa, ha sempre la tendenza di sperare ingenuamente che tutto domani andrà meglio e che il sacrificio richiesto potrebbe essere evitato.
Questo da più tempo al pubblico per abituarsi all’idea del cambiamento e di accettarlo rassegnato quando arriva il momento.
5) Rivolgersi al pubblico come ai bambini.
La maggior parte della pubblicità diretta al gran pubblico usa discorsi, argomenti, personaggi e un’intonazione particolarmente infantile, molte volte vicino alla debolezza, come se lo spettatore fosse una creatura di pochi anni o un deficiente mentale.
Quando più si cerca di ingannare lo spettatore, più si tenta ad usare un tono infantile.
Perchè?
Se qualcuno si rivolge a una persona come se avesse dodici anni o meno, allora, in base alla suggestionabilità, lei tenderà con una certa probabilità ad una risposta o reazione come quella di una persona di dodici anni o meno.
6) Usare l’aspetto emotivo molto più della riflessione.
Sfruttare l’emozione è una tecnica classica per provocare un corto circuito su un’analisi razionale.
Inoltre, l’uso del registro emotivo, permette di aprire la porta di accesso all’inconscio, per impiantare o iniettare idee, desideri, paure e timori.
7) Mantenere il pubblico nell’ignoranza e nella mediocrità.
Far si che il pubblico sia incapace di comprendere le tecnologie ed i metodi usati per il suo controllo e la sua schiavitù.
La qualità dell’educazione data alle classi sociali inferiori deve essere la più povera e mediocre possibile.
8) Stimolare il pubblico ad essere compiacente con la mediocrità.
Spingere il pubblico a ritenere che è di moda essere stupidi, volgari e ignoranti.
9) Rafforzare l’auto-colpevolezza.
Far credere all’individuo che è soltanto lui il colpevole della sua disgrazia.
Così, invece di ribellarsi contro il sistema economico, l’individuo si auto-svaluta e s’incolpa, cosa che crea a sua volta uno stato depressivo, uno dei cui effetti è l’inibizione della sua azione.
E senza azione non c’è rivoluzione.
10) Conoscere gli individui meglio di quanto loro stessi si conoscano.
Negli anni ’50 i rapidi progressi della scienza hanno generato un divario crescente tra le conoscenze del pubblico e quelle possedute e utilizzate dalle élites dominanti.
Grazie alla biologia, la neurobiologia, e la psicologia applicata, il sistema ha goduto di una conoscenza avanzata dell’essere umano, sia della sua forma fisica che psichica.
Il sistema è riuscito a conoscere meglio l’individuo comune di quanto egli stesso si conosca. Questo significa che, nella maggior parte dei casi, il sistema esercita un controllo maggiore ed un gran potere sugli individui, maggiore di quello che lo stesso individuo esercita su sé stesso.
Fonte https://www.ilbenecomune.it/2017/12/15/le-10-regole-del-controllo-sociale-di-noam-chomsky/
Inutile scrivere che Noam Chomsky ci ha azzeccato in pieno e i fatti reali lo dimostrano.
Categorie:Libri
Tag:Libro, Noam Chomsky, Paolo Borgognone, Pensieri, Riflessioni
penso che il buon Chomsky arrivi in ritardo, e che dal suo nome si possano intuire origini decisamente competenti rispetto a materie come economia e comunicazione di massa. Detto ciò inviterei a leggere ( per chi non l’avesse già fatto) e con molta attenzione la postfazione del capolavoro di Aldous Huxley , Il nuovo mondo e ritorno al nuovo mondo. Non so se quella illuminante di un’edizione dei primi anni Duemila venga riproposta anche oggi, ma se lo fosse, conservatene una copia gelosamente (Non lo sarà per gli anni a venire). MOlto istruttivo anche De Maupassant, col suo Mon amì: chiaro il ruolo della stampa di fine Ottocento, della quale l’Autore rivela le strategie di condizionamento del lettore pagante. Un quadretto perfettamente sovrapponibile alle logiche dell’editoria moderna, dacché si parla di un libro ambientato e scritto a cavallo dei due secoli precedenti e che aveva colto il sottile dettaglio che rende inutile quando non del tutto ingenua la funzione della censura di stato (Roba da regimi arretrati nei metodi, se pur tristemente attuali).
Buona serata Farfalla
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E chi può tiri un’occhiata, non distratta però , anche al buon Jung, l’inventore del principio di condizionamento indotto per via subliminale, sul quale ricordo un filmetto di COlombo davvero esplicito (Di quella popolare serie da noi trasmessa negli anni Settanta e riproposta su mediaset di recente) rispetto al potere del simbolo evocativo, meglio conosciuto, per chi Jung già lo frequenta, come ‘archetipo’. Tutta la pubblicità commerciale è basata su queste scoperte benché Lo svizzero sia stato elegantemente rimosso dai percorsi formativi universitari con la scusa che è oramai superato e non più rispondente alle esigenze didattiche degli specifici atenei.
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Jung è in riferimento al punto 6, inequivocabilmente
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Leggendo il tuo blog e i commenti che mi lasci, stimoli il mio intelletto a rimettersi in moto. È una sensazione stupenda.Con il penultimo tuo articolo sulla creazione (sono arrivata ad approfondire l’uovo cosmico e la cosmogonia) e sull’eros non sto solo leggendo, ma studiando. E mi piace, mi diverte, mi sento nuovamente viva pensando alla mediocrità della cultura attuale.Continuo a prendere nota dei tuoi consigli di lettura e vado avanti imparando argomenti nuovi ed interessanti. GrazieSei prezioso per me.
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Post molto interessante e ricco di spunti di riflessione.
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Grazie per il commento. Verrò presto a trovarti. Un abbraccio siempre 💚👋
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Nel mio blog sei sempre la benvenuta! Un abbraccio anche da parte mia! 🙂
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Vedi Farfalla, siamo molto, molto, molto diversi, ma questa strana eccitazione è la medesima, a me dà un effetto molto simile a una droga, un anfetaminico per l’esattezza.
Però ti metto in guardia sui contraccolpi finali: l’apertura di mente porta a un conflitto serio col nostro io , specie se è maturato in un clima di religiosità cattolica , destinata a implodere sotto i colpi impietosi di questa ‘rinascita’ (Risveglio direbbe il Buddha) spirituale, che non è solo la nostra, osservo. Non aspettarti perciò una transazione indolore, qualora si innescasse quel meccanismo (parola orrenda) di cui vado scrivendo. Ma non fraintendere queste parole, perché non vi è un indirizzo di ispirazione preciso,; riporto parole che si riflettono, oltre che sugli insegnamenti buddhisti, anche nel pensiero di Lao Tzu, nel mazdeismo babilonese (Testo di riferimento Enuma Elish), nella qabbala ebraica, passando per il corpus hermeticum (E siamo nella cosmogonia delle origini dell’antico Egitto) e poi PLatone , prima ancora Esiodo, senza trascurare lo shintoismo giap e soprattutto la bagavad gita dell’induismo vedico, contenuto nelle upanishad (I testi più antichi che conosciamo). tutti incredibilmente coerenti nelle rispettive visioni d’insieme della memoria arcaica. Perché, allora le tre grandi religioni abramitiche distruggono questo patrimonio filosofico? Sul Corano non posso dire niente perché non ho mai incontrato qualcuno che me lo abbia saputo spiegare nei suoi fondamenti, ma anche il mondo islamico probabilmente subisce la medesima trasformazione delle altre due confessioni, degli altri due (attualmente) controversi mondi e ‘civiltà’.
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DI certo il dramma che viviamo nel mondo occidentale è frutto di questa scissione fra antico e moderno , è conseguente alla mancanza di un equilibrio di fondo fra spirito del tempo (presente) e spirito del profondo (Il libro Rosso – CG Jung)
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Vedi Fabio, dopo il matrimonio, lavoro, casa, figli, marito, benessere economico ecc ecc. sono diventata la classica borghesuccia senza accorgermene. Inquadrata: casa, lavoro, chiesa. Oggi posso affermare senza ombra di dubbio: uno squallore! Poi nel 2020 è arrivata la cosiddetta pandemia. E per me è stato un periodo di vero risveglio. È come se qualcuno mi avesse rovesciato in testa un secchio di acqua gelata. E mi sono accorta che provavo disgusto per il periodo di mezzo tra la mia gioventù e la vecchiaia. Tante cose della mia vita di adulta non le ricordo. O se mi tornano in mente le gestisco come incubi, errori. Al contrario della mia giovinezza che ricordo ogni momento… Ritornando alla pandemia, vedendo comportamenti vari tra cui quello della chiesa, ho iniziato a fare “pulizia” nei rapporti, nelle amicizie, e soprattutto mi sono allontanata dalla chiesa, dai cosidetti credenti e ho iniziato un mio percorso di spiritualità che nulla ha a che fare con la religiosità. Per questo dico che le tue indicazioni filosofiche, mitologiche e quant’altro sono, per me, preziose e sono disposta a superare conflitti, come dici tu, per stare bene nel mio io, a dare un senso all’ultima parte della mia vita, e riuscire a capire il perché di certe situazioni. Il tutto poi sicuramente si rifletterà positivamente su chi sta con me. Questo è lo scopo che mi sono prefissa nella vecchiaia: illuminazione. Una piccola e insignificante Buddha. 😁😆 Spero di essermi spiegata, se così non fosse, chiedo scusa. Non è facile scriverne, a voce è decisamente più semplice. 💚👋
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Dimenticavo. Il libro rosso e il ramo d’oro li ho scaricati da internet.
👏👏👏
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‘borghesuccia’ , ‘squallore’, ‘disgusto’, ‘incubi’, ‘errori’, ‘pulizia nei rapporti’: un gergo davvero irriconoscente per tutto ciò che pare ad aver contribuito (ll Percorso, la Via che è sempre e necessariamente sofferenza) ad un processo finale di Rinascita, Risveglio, Salvezza (E chiamala come vuoi, ma io la chiamerei , solo una volta raggiunta, Verità) che – ti assicuro – non è affatto scontato raggiungere (Solo centoquarantaquattromila ci riusciranno secondo l’allegoria tratta dall’Ap di G., E pure senza computo finale lo afferma pure Buddah, Krisna nella BG, meno chiaramente ma inequivocabilmente Platone, Lao Tzu, Zoroastro, Il bassorilievo di Firenze del Maat la piuma del giudizio all’entrata del Duat, ma di sicuro anche YHWH. ) Dunque Via, Verità , Vita. Sì il Cristo, ma anche Tao Te Ching, tre parole Via Verità Vita. Stessa cosa! quindi mito, filosofia e testi sacri , non sono insegnamenti disgiunti. Se mi lasci tempo ti riporto parole imbarazzanti del Vangelo di Luca; imbarazzanti per la Chiasa di Roma, si capisce. Sono Parole del Nazoreo precise e mirate (Paiono) sul racconto , davvero inclemente nelle tue emotive parole, della tua esperienza di Vita. Per il momento ti lascio con le parole di Cocciante: … che ne è di una rosa sfiorita (Metafora della vita)? . . . che ne è di una vita delusa (cioè di sofferenza)? E’ che, nonostante tutto, è la mia vita.
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La mia non è ingratitudine. Ma semplicemente aggettivi che io ho attribuito alla mia vita di adulta, derivati dal mio percorso che ho intrapreso. Ho e sto facendo dei confronti tra il mio ieri ed il mio oggi. Nulla di più. Scusami ma non posso aggiungere altro. Credo di aver già detto troppo di me. Questo è un blog pubblico, che chiunque può leggere e io non desidero espormi oltre.
Attendo altri spunti letterari. Grazie e buona serata.
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Sì, non sempre chi legge coglie la realtà. Effettivamente ti stai esponendo troppo e non credo sia necessario . Anch’io quel ‘irriconoscente’ avrei dovuto metterlo fra virgolette, perché non si tratta di ingratitudine, ma di condizionamenti che possono essere di certo molto negativi (e non si tratta certo del tuo caso), ma non si può negare abbiano contribuito alla nostra formazione. . Metti il caso di un padre che picchia troppo il figlio, però poi nella vita questo diventa una cara e brava persona, Si tratta di capire se poi, il figlio fattosi adulto sia soddisfatto della propria vita. Se lo è non deve certo magnificare le percosse ricevute ( specie se trattasi di abusi veri e propri) tuttavia recita una legge fisica ben precisa: se lui è quello che è lo deve alle circostanze che gli son capitate. Anche quelle ‘negative’. Non sto parlando di noi ma in generale. Nel nostro caso si tratta di aver percorso una strada tracciata e quasi impossibile da abbandonare (Potere del viver all’occidentale), l’importante è di fornire, nel nostro piccolo, un contributo alla società in cui viviamo e che sta deflagrando, rendendo impossibile , per alcuni, un atteggiamento di muta rassegnazione. Detto ciò riprendo i versi della canzone di Cocciante, stavolta con maggior precisione perché le parole giuste sono più belle e soprattutto eliminano ogni incomprensione rispetto al delicato argomento di questo post,.
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