Il 1 febbraio 1945, il governo Bonomi pubblicò il Decreto Legislativo Luogotenenziale n. 23, riconoscendo per la prima volta il diritto di voto alle donne italiane sopra i 21 anni. Questa svolta storica, accelerata da figure come Togliatti e De Gasperi, pose le basi per la partecipazione femminile al referendum istituzionale e alle elezioni amministrative del 1946.
Categorie:Storia
Tag:Donne, Storia italiana
Mia cara ricordiamo tutto questo..o l’abbiamo letto sbadatamente sul pc? Eppure significa moltissimo, e sembra quasi non conti nulla. Ma non solo per noi miseri mortali , ma gli addetti ai lavori , le istituzioni, il governo stesso, senza parlare dei fatti quotidiani che ci trasformano in pupazzi da strapazzare se non da rompere distruggendoci.Mi disturba fare polemica , ma sono convinta che il nostro voto valga poco, malgrado le parole d’invito.La donna serve per cucinare e per fare figli?. Non è così o sono io che sono pessimista alla fine della storia?
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Ciao cara, non sei pessimista ma solo realista. Non so negli altri paesi, ma in Italia esiste ancora questa triste mentalità sulla donna. Ma per correttezza è necessario dire che noi donne non facciamo molto per cambiarla. In alcuni casi addirittura giustifichiamo il nostro modo d’agire: “famiglia, figli ecc ecc”
Purtroppo c’è ancora molta strada da percorrere…
Questa data io l’ho scoperta facendo ricerche sull’argomento “donne” sul web. Sui libri di storia scolastici viene menzionata solo quella del giugno, del referendum.
chissà perché, forse distrazione, ignoranza, o voluta omissione, visto che gli autori dei libri sono maschietti.
Abbraccio siempre tutto per te ❤️👋
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Provocazione aperta
“Ma per correttezza è necessario dire che noi donne non facciamo molto per cambiarla”,
E si , quoto questa spiegazione. E vero che una certa mentalità sembra ancora molto cara a parecchie donne, ma dietro l’evidente cristallizzazione comportamentale vi è anche una ferrea volontà di controllo di tutto ciò che fa parte della casa, compresi i figli che moltissime donne vedono di ‘loro proprietà’. E i maschiacci opportunisti non fanno nulla, anzi ci sguazzano in questa pretesa di controllo totale. Abdicano alla territorialità familiare molto simile alla volontà di dominio maschile. Se è vero che dietro ogni grande uomo vi è una grande donna , è pur vero che dietro ogni piccolo uomo vi è una altrettanto piccola donna. E i grandi – di questi tempi – sono davvero pochi, bisogna riconoscere
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infatti il “problema” sta proprio nelle donne. Soprattutto in quelle che non hanno un lavoro fuori casa. E spesso non hanno possibilità di confrontarsi con altre donne. E quindi si creano un ambiente a loro immagine e somiglianza in cui prevalgono e l’uomo viene relegato in secondo piano.
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non capisco perché non compaiono miei commenti
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Ti spiego
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Lo trovo un modo intelligente per far sì che si possa stare tranquilli.
Ovviamente nel tuo caso darò l’approvazione. Mi lasci dei commenti favolosi. Grazie
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riprovo:
provocazione aperta
sono d’accordo sul fatto che molta responsabilità rispetto il persistere di determinati costumi sia delle stesse donne che a volte sembrano discriminare chi non tiene certi comportamenti perbenisti e conformi (alla condizione subordinata). Credo che sia una forma mentis erroneamente ritenuta tradizionale, dovuta a una sorta di volontà di controllo sulla casa, sulla famiglia e sugli sessi figli, un controllo totale che esonda nella mania di possesso di un’ego dominante il quale non è detto sia prerogativa della figura femminile. Una sorta di male dei nostri tempi in cui la volontà di un ego invadente dilaga senza freni e senza armonia, quindi senza riequilibrarsi . Forse sbagliamo a ritenere che questo squilibrio sia promosso dalla sola figura maschile. La civiltà in cui viviamo è il prodotto dell’interazione attiva-passiva di entrambi i sessi.
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infatti io sono per la parità.
Uomo e donna (notare che ho scritto prima “uomo 😉) per vivere serenamente in coppia devono stare sullo stesso piano. Una specie di bilancia, il cui piano deve stare in orizzontale. Se pende da una parte significa un prevaricare l’altro. E a mio parere, a lungo andare, iniziano i guai di coppia.
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Si si, ho visto i refusi adesso: apostrofi etc. Gli inconvenienti dello scrivere senza rileggersi. Chiedo perdono
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Tranquillo. Se tutti guai fossero questi, il mondo sarebbe un paradiso in terra. Ciao a presto rileggerti. 💚👋
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Concludo con una rivisitazione del concetto di ‘parità’, per me difficile da capire. Lo alternerei con quello di complementarietà. Ciò perché l’equilibrio, insegnano le dottrine, filosofie o tradizioni arcaiche (Compreso e soprattutto il cristianesimo delle origini che non è cattolicesimo eh.), è un principio che prevede sì l’orizzontalità, ma come compensazione di pesi diversi, e di solito opposti. La parità può essere contemplata quindi come risultato finale, ma in relazione alle funzioni e condotte individuali è assai complicato che esseri complementari di equivalgano costantemente. Viceversa, in un aggiustamento continuo dove, a volte, uno contiene l’azione dell’altro/a a volte ne è contenuto, la coppia opera secondo un principio intervallato di adattamento. Questo principio si chiama Amore.
Grazie per gli apprezzamenti, bontà tua Farfalla
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Io, quando parlo di parità in una coppia intendo proprio la complementarietà. Se entrambi i componenti sono a livello paritario ovviamente si completano. Scelgono insieme, si dividono le responsabilità, fanno cose insieme.
Se non sono “pari” significa, a mio parere, che uno dei due ha la superiorità sull’altro e quindi può decidere, scegliere per entrambi.
Per come la vedo io, due persone si completano solo quando la relazione di vita tra loro si trova sullo stesso piano
Faccio un esempio banale: l’uomo lavora e la donna no.
Anche se la donna è una casalinga e quindi ha cura della famiglia, ma, rispetto alla mentalità odierna, non portando un reddito in casa, è in un certo senso in uno stato di inferiorità rispetto all’uomo. E quindi non è alla pari.
E al primo problema che potrebbe presentarsi, chi, secondo te, avrà più voce in capitolo?
Vero che l’amore è un completarsi a vicenda, ma solo quando l’asta della bilancia è orizzontale.
Mia opinione
PS tralascio il discorso religioso. Non gode della mia simpatia. Ricordo il prete, che mi sposò tanti anni fa, disse che la moglie doveva seguire il marito ed essere a lui sottomessa. Confesso che lo avrei mandato cordialmente a quel paese ma non volli rovinare la festa. 🤣
Ciao, un abbraccio
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