Il blog notes di Farfalla Legger@

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I morti nelle RSA

“Se la società toglie a migliaia di individui il necessario per l’esistenza, se li mette in condizioni nelle quali essi non possono vivere; se mediante la forza della legge li costringe a rimanere in tali condizioni finché non sopraggiunga la morte questo è assassinio,un assassinio contro il quale nessuno può difendersi, che non sembra tale, perché non si vede l’assassino, perché questo assassino sono tutti e nessuno, perché la morte della vittima appare come una morte naturale. Ma è pur sempre un assassinio … ciò che i giornali operai inglesi a pieno diritto chiamano assassinio sociale.”
F. Engels, La situazione della classe operaia in Inghilterra, 1845

Le parole che Engels utilizzava per descrivere le condizioni di vita della classe operaia inglesi, ben descrivono quanto è accaduto e sta accadendo nelle RSA (Residenze Sanitarie Assistite), dove migliaia di anziani appartenenti alle classi meno abbienti sono morti e stanno morendo per e da coronavirus.
Nell’ultimo report rilasciato dall’Istituto Superiore della Sanità, risalente al 14 aprile, riguardante specificatamente le residenze per anziani, si parlava di circa 7000 morti, cifra destinata ad essere tragicamente aggiornata, visto l’aumento del numero dei contagiati (i dati aggiornati all’8 maggio evidenziano come nel 58,4% dei casi presi in considerazione per la fascia di popolazione sopra i 70 anni la fonte di contagio è dovuta alle RSA o Case di Riposo.
Le RSA sono state create negli anni ’80 del secolo scorso negli Stati Uniti e si sono in seguito diffuse in tutti i paesi imperialisti; sono sostanzialmente luoghi dove vengono deportati e segregati i vecchi lavoratori che non sono più produttivi e che costituiscono un peso per la società capitalistica, ma sulle spalle delle quali si può ancora ricavare profitto attraverso onerose rette pagate dai famigliari o dalla pubblica assistenza.
In Italia, meno del 10% delle circa 3450 RSA è gestito da aziende pubbliche, il restante 90% da fondazione e società private, spesso finanziate con capitale multinazionale, come nel caso del gruppo lombardo KOS, gestito dalla famiglia De Benedetti.
In queste strutture – di cui un terzo è fuori norma – il personale sanitario (medici, infermiere/i, Oss) è fornito da cooperative in appalto e subappalto, ridotto all’osso, costretto a turni massacranti per sopperire alle strutturali compressioni salariali date dalla condizione di lavoratori esternalizzati. Questi operatori hanno lavorato, nella fase più acuta del contagio, privi di dispositivi di protezione individuale, in luoghi in cui non vi era alcuna strategia di prevenzione ed isolamento e non era stato previsto alcun tampone.
La carenza strutturale del Servizio Sanitario Nazionale, dovuto ai tagli fatti in questi 30 anni – 37 miliardi in meno di investimenti, la chiusura di centinaia di ospedali, la drastica riduzione del personale sanitario – ha fatto sì che in Lombardia e in Piemonte nel pieno della pandemia, per liberare posti di terapia intensiva negli ospedali, gli anziani ricoverati (in via di guarigione) sono state trasferiti in RSA impreparate e per nulla attrezzate.

Quando l’8 marzo la regione Lombardia ha deliberato la richiesta alle RSA di accogliere malati da Covid-19 su base volontaria, la Fondazione Don Gnocchi (che nel 2018 ha registrato un fatturato di 277 milioni di euro e un patrimonio di 200 milioni di euro) si è resa immediatamente disponibile. Ciò nonostante, le denunce di lavoratori e sindacati sulla mancanza di tutele e di preparazione specifica.

Non si è trattato di semplice “imprudenza”, ma di scelte politiche e manageriali lucide, quanto disumane e criminali.
Ora la borghesia benpensante si straccia le vesti per “la strage degli anziani”, ma è necessario sottolineare che questo è un assassinio sociale pianificato dalla società del Profitto a tutti costi per cui i pensionati sono vuoti a perdere, le cui morti sono “effetti collaterali” della guerra condotta dal Capitale contro i lavoratori.
L’andamento della spesa pubblica per le politiche sociali, riprodotto nel grafico (*), lo evidenzia in maniera efficace. La freccia rivolta verso il basso è l’abisso nel quale ci sta facendo precipitare il capitalismo.

QUELLE DEGLI ANZIANI NON ERANO MORTI INELUTTABILI, MA PIANIFICATE!

https://www.pane-rose.it/files/index.php?c3:o53734:e1

Posso confessare che qualche dubbio l’ho avuto anche io e l’ho ancora adesso?
Dubbi che mi sono venuti proprio quando ho letto che malati di covid sono stati spostati nelle RSA. Mi auguro che la Magistratura faccia luce su queste morti al più presto. Proprio per rispetto ai familiari delle vittime, hanno il diritto di sapere.

Categorie:Articoli vari

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5 risposte

  1. Si ci sono stati casi di spostamenti di persone contagiate verso le RSA, ma la peggior cosa in questa drammatica mattanza di persone anziane presso le RSA è dovuta a qualsiasi assenza di interventi a creare condizioni di sicurezza sanitaria. Nessun piano preventivo, nessuna strategia adeguata a prevenire e isolare eventuali focolai d’infezione, come sempre avviene in Italia ci si è mossi con enorme ritardo. Questi Enti sia privati, religiosi, sia pubblici, hanno amministrazioni e dirigenti e nessuno si è messo all’opera per dotarsi di mezzi idonei e di stabilire e applicare veri e rigidi protocolli di difesa delle loro realtà. Ognuno ha cercato di scaricare responsabilità sulle ATS che avevano il compito di verificare e controllare la situazione. La cosa indecente è che ogni degente presso le RSA costa a secondo della gravità acquisita dai 2300 a i 3000 euro al mese e questi costi sono o totalmente o parzialmente integrati dalla spesa pubblica. Ebbene nonostante queste entrate poche sono le RSA che hanno agito preventivamente e con serietà nell’acquisire strumenti idonei di protezione sanitaria anche le più semplici.
    Non credo che la Magistratura italiana porterà a qualche soluzione. Dopo tanti morti si tornerà a lasciare tutto come prima e a speculare sulla vita degli anziani.

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    • Io ho cominciato a dubitare quando, dopo aver affermato che gli anziani erano le persone più a rischio in questa emergenza, hanno spostato i malati covid proprio nelle RSA dove ci sono appunto anziani. Questa è, a mio parere, proprio demenza e incapacità da parte delle istituzioni che dovrebbero invece tutelarli.
      Italia paese incivile

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  2. Guarda non dico nulla perché non ho parole mi credi?

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