Il mio blog notes

Una sorta di raccoglitore di appunti di vita, di libri, di arte e altro, secondo il personale gusto della curatrice 🤗🤗🤗🤗.

La Madonna del parto Piero della Francesca (II parte)

La Madonna del parto di Piero delle Francesca

Nel 1956, altre trasformazioni della chiesetta costrinsero allo spostamento dell’affresco, divenuto mobile. Da allora, per la Madonna del parto è iniziato il calvario degli spostamenti eventuali, ritenendosi provvisorio quello dell’ex scuola media di via Reglia. Il dibattito su altre destinazioni stringe il cuore perché sembra segnare una vita diminuita dell’opera in coincidenza con il suo trasferimento dal cimitero. Pietosamente, negli scontri fra sovrintendenza, comune e diocesi, l’architetto Paolo Zermani ha concepito una sobria cappella per contenere quella che è ormai diventata reliquia di devozione e di arte. Piero forse apprezzerebbe lo sforzo di Zermani ma non potrebbe che essere sconcertato del destino che ha travolto la sua idea assoluta di madre, in ricordo della madre perduta. E ora, impensabilmente, dispersa.
La sua Madonna, letteralmente, appare: si esibisce su un palcoscenico il cui sipario è sollevato da due angeli gemelli, con gli abiti dai colori alternati. Anziché frontale, la figura è orientata in una lieve diagonale, proprio per dare maggiore evidenza alla propria condizione, al volume del corpo. L’espressione del volto è imperturbabile e riservata: mentre gli angeli ci guardano con gli occhi sbarrati, la Vergine li orienta verso il basso con il movimento delle palpebre. Il corpo è prorompente, lo sguardo ritroso; nella sua condizione, la mare di Cristi non può incrociare lo sguardo con nessuno, non può dialogare. Deve riflettere sul proprio stato: specialissimo in quanto madre di Dio, ordinario e naturale in quanto madre.
Piero non conosce né poteva immaginare il destino della sua opera più sensibile e più personale, costretta a una precarietà che ne contraddice lo spirito e la finalità. Ma qualche anno fa un suo innamorato lo ha vendicato: Tonino Guerra ispirano Valerio Zurlini nel film La prima notte di quiete immagina una lezione del protagonista, un professore, all’allievo, di cui è innamorato, condotta davanti all’affresco di Piero della Francesca.
La suggestione, così come l’intenzione poetica è amorosa, sono insuperabili. Ma chi osserva il film con attenzione si accorge che il problema della sede è risolto prima che si sia posta nell’attuale confusione. L’affresco, infatti, non è né nella cappella superstite e mortificata del cimitero né nella scuola che ancora oggi, in una resistente provvisorieta’, lo ospita. Lo vedi piuttosto in una bellissima chiesa protorinascimentale, non grande ma con tre navate separate da colonne, su una parete che sembra concepita per aspettarlo. La Madonna di Piero è lì naturalmente e convenientemente apparsa.
Il poeta Tonino Guerra non ha avuto il cuore di mandare i due innamorati nella intristita cappella del cimitero, e ha pensato uno spazio nuovo, ma perfettamente adeguato e potentemente evocativo. Così ha fatto preparare una riproduzione perfetta dell’affresco e l’ha collocata in una remota, piccola chiesa di Pennabilli, dove ancora, in effigie, la Madonna del parto è visibile.
Nell’illusione del film, quel luogo fittizio è il luogo naturale, e la finzione cinematografica lo fa diventare tale.
Se esiste un aldilà, e da lì Piero vede le cose del mondo, il suo disappunto si sarà trasformato in compiacimento e soddisfazione per la soluzione trovata nel mondo delle idee rispetto all’inadeguatezza della realtà. D’altra parte nell’universo dell’arte anche la Madonna del parto più che alla realtà cui si ispira appartiene al mondo delle idee.Vittorio Sgarbi – Piene di grazia. I volti della donna nell’arte. Bompiani pagg. 51-56

Categorie:Libri

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8 risposte

  1. Uno dei miei dipinti preferiti di questo immenso artista.

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  2. Avevo già commentato mia cara questo meraviglioso affresco conservato in un luogo dove la sua intimità viene ferita. Bellissima la locazione creata da Guerra per il film di Zurlini dove la dignità e la dolcezza della maternità è messa in risalto.
    Un bacio grande

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  3. Seguo i tuoi post sempre con grande attenzione, lasciami dire che sono sempre molto belli e profondi.

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  4. seguo sempre con molta attenzione i tuoi post, lasciami dire che sono profondi e ben scritti.
    Ciao

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    • La mia sete di ricerca, di imparare, nonostante la mia età è sempre viva. Mi porta a copiare spezzoni di libri, di articoli che trovo interessanti qui sul blog. Ovviamente aggiungo immagini coerenti con l’articolo e dò un’aggiustatina ai refusi, alle discordanze linguistiche dovute spero alla stampa.
      Comunque sia sono contenta che tu mi segua sempre. 😀
      Ci metto tutto il mio impegno, tempo permettendo.
      Abbraccio
      PS Come stai? Tutto bene?

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