Il mio blog notes

Una sorta di raccoglitore di appunti di vita, di libri, di arte e altro, secondo il personale gusto della curatrice 🤗🤗🤗🤗.

Libri

Pausa vita

  CĂ pita nella pausa-vita imposta dalla malattia che si ripensi il proprio vissuto nelle temperie suggerita dalla stessa pausa. CĂ pita così che nell’affresco, certi tratti bui vengano schiariti, momenti di luce impallidiscano, qualche tessera del puzzle che non voleva saperne di andare a posto si trovi perfettamente incasellata nell’insieme. Forse è per questo che i testi religiosi parlano della sacralitĂ  del dolore. Il male come anticamera del pentimento e pedaggio […]

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Cosa c’è che non va?

Spesso ci chiediamo: “Cosa c’è che non va?” Così facendo facciamo venire a galla semi dolorosi di angoscia. Proviamo dolore, rabbia e depressione e produciamo alcuni semi della medesima natura. Saremmo molto piĂą felici se cercassimo di restare in contatto con i semi buoni e gioiosi che sono in noi e attorno a noi. Dovremmo imparare a chiederci: “Cosa c’è che non va bene?” e restare in contatto con questo. […]

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Mailand

Il web è decisamente interessante. Per mia fortuna, ultimamente trovo gente piĂą che piacevole, direi costruttiva. Uno è Nicola Pezzoli. Non ricordo come sono arrivata a lui, gestisce un blog, ho iniziato a leggerlo, qualche volta l’ho commentato e così ho scoperto che è pure uno scrittore. Ho “recensito” un suo libro, Chiudi gli occhi e guarda, e oggi vi voglio parlare di un altro suo scritto intitolato semplicemente Mailand, […]

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L’emigrazione risorgimentale

Durante il Risorgimento l’emigrazione divenne, per la prima volta, un fenomeno su vasta scala che interessò masse di popolazione, legandosi inevitabilmente alla questione economica. Dopo l’UnitĂ  il numero medio di emigranti per anno superò le 150.000 unitĂ  (contro le 30.000 dei primi decenni dell’ottocento). L’emigrazione pre-unitaria, invece, riguardava soprattutto italiani esiliati per la libertĂ  e la “giusta causa”, in attesa di un ritorno in un’Italia unita ed indipendente. Gli esuli politici del 1821, vittime […]

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Rivoluzione

La malattia di cui oggi soffre gran parte dell’umanitĂ  è inafferrabile, non definibile. Tutti si sentono piĂą o meno tristi, sfruttati, depressi, ma non hanno un obbiettivo contro cui riversare la propria rabbia o a cui rivolgere la propria speranza. Un tempo il potere da cui uno si sentiva oppresso aveva sedi, simboli, e la rivolta si dirigeva contro quelli. […] Ma oggi? Dov’è il centro del potere che immiserisce […]

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