Il blog notes di Farfalla Legger@

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L’origine della scrittura

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La rappresentazione grafica del linguaggio può risalire alla pittografia preistorica; quando i segni smisero di rappresentare l’immagine delle cose, ma si sforzarono di suggerirne il nome, eventualmente attraverso forme stilizzate, si ebbe invece l’ideografia, tipica delle civiltà dell’estremo oriente.
Un sistema pittografico evoluto, tale da consentire l’impiego di singoli pittogrammi per la rappresentazione di specifici fonemi consonantici, è la scrittura “sacra” in uso nell’Antico Egitto, una delle più antiche del mediterraneo. Gli egiziani ne attribuivano la scoperta al dio-ibis Thoth, inventore del linguaggio e della magia. In mesopotamia, a partire dal IV millennio a. C., i sumeri svilupparono un sistema parzialmente pittografico, per esigenze di amministrazione, contabilità, commercio e comunicazione politica, evolutosi successivamente in un complesso sillabario, fondato sulle diverse combinazioni di grafi ottenuti con l’impressione di uno stilo a sezione triangolare su un supporto morbido (tavolette di argilla). Da tale tecnica nacque la scrittura detta cuneiforme, ampiamente diffusa nel vicino oriente antico, ereditata poi da Accadi e Assiri, conquistatori della Caldea e di Babilonia.
A modelli affini all’egiziano si rifanno anche alcuni sistemi di aree contigue, quali il protocananeo, l’hittita, la scrittura minoica mista nota come ‘lineare A’; più a oriente, in Iran e in India, si estesero grafie di tipo sillabico e consonantico, derivate probabilmente da scritture alfabetiche aramaiche.
Come è stato osservato, l’introduzione di un sistema di registrazione scritta “rappresenta il coronamento del processo di specializzazione lavorativa e di spersonalizzazione dei rapporti lavorativi e retributivi”, e consente alle culture che l’adottano un decollo ulteriore verso forme di organizzazione politica ed economica che restano precluse alle altre. Il primo passo è costituito dall’uso del sigillo, che viene impresso sul contenitore come segnale di descrizione del contenuto, e garanzia da manomissioni.
La scrittura, tuttavia non rimane una semplice tecnica di riconoscimento grafico: diviene anche un nuovo modo di comprendere e di affrontare il mondo circostante. La selezione dei segni che entrano a far parte del repertorio corrente corrisponde a un’ opera di selezione e ordinamento della realtà fisica.
Così, fin dall’ inizio, accanto a quelli di natura amministrativa, si incontrano testi per la catalogazione trasmissione della scrittura stessa e del sapere che essa veicola.
E non a caso questi testi assumono l’aspetto di liste: liste di segni che sono al tempo stesso liste di parole e liste di cose che servono a chiudere un universo potenzialmente infinito, a renderlo convenzionale e dunque usabile e a trasmetterlo. (M. Liverani, antico oriente. Storia società economia, Bari 2003, pp 128; 134-35)
L’alfabeto moderno deriva, attraverso la mediazione del greco, dal primitivo alfabeto consonantico dei Fenici che per comporre la propria scrittura fonetica si erano avvalsi dei grafemi di precedenti sistemi pittorici.
Alcuni secoli prima, gli Egiziani avevano già composto un alfabeto di 24 pittogrammi monoconsonantici; ma ai  Fenici  spetta il merito di aver compreso che la voce umana è il risultato di infinite combinazioni di pochi suoni elementari e che i segni per rappresentare questi  suoni rendevano superflui tutti gli altri numerosissimi segni delle scritture ideografiche  (i Sumeri ne adoperavano ancora fra i 1200 e i 1500).
Le scritture usate dagli egiziani e dai semiti dell’Asia tralasciavano le vocali che la conoscenza della lingua poteva integrare, e sono pertanto sistemi incompleti. Spettò ai Greci (per primi gli Ioni) la creazione di appositi segni vocalici, adattando gli stessi segni che i Fenici usavano per i suoni aspiranti. Nel corso dei secoli, l’alfabeto ionico, originariamente scritto da destra  a sinistra secondo l’usanza
semitica, divenne comune a tutto il mondo ellenico.

Da La storia vol. 1 dalla preistoria all’antico Egitto – la biblioteca di Repubblica pp 252-253

Categorie:Libri

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2 risposte

  1. ecco il lungo percorso della nostra scrittura, dai segni ai simboli e alle lettere rubate alla lingua umana che ometteva le consonanti. E allora diciamo grazie a tutti , ma soprattutto ai Fenici , che ci hanno dato la vera possibilità molto simile all’attuale.
    Come sempre grazie per le tue istruttive notizie adorabile Farfallina , abbraccione

    "Mi piace"

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